Intervento in Gran Consiglio sul Consuntivo 2019

Presidente, Consiglieri di Stato, colleghe e colleghi,

Sono trascorsi quasi sette mesi dall’inizio della crisi legata al Coronavirus, mesi difficili che hanno messo alla prova tutti noi: lavoratori, famiglie, aziende. In Svizzera abbiamo avuto la dimostrazione, semmai ce ne fosse stato bisogno, che chi ha bisogno viene aiutato. Con il senno di poi è sempre facile criticare, ma la Svizzera in pochi giorni ha messo in campo enormi aiuti ed è stata giudicata il Paese che garantisce la migliore protezione del Covid anche dal punto di vista economico, proprio grazie alla prontezza con cui sono state gestite la crisi e le sue conseguenze. Questa crisi è e sarà pesante sotto diversi punti di vista, ma oggi siamo qui in primis per parlare della situazione finanziaria.

Il nostro Cantone si è dimostrato unito nell’affrontare la pandemia, ora deve restarlo anche per rimettere in moto l’economia, dobbiamo sostenere le nostre aziende, i nostri imprenditori e salvaguardare i posti di lavoro.

Tornando indietro e pensando alla scorsa legislatura, ricordo che nel 2015 siamo partiti con un disavanzo strutturale e con perdite dell'ordine di decine di milioni di franchi, una situazione di emergenza finanziaria che condizionava tutte le scelte e le discussioni, per chiudere – complice anche un'economia che non andava poi così male – con degli avanzi strutturali importanti. Oggi ci apprestiamo a votare questo consuntivo che purtroppo, quasi sicuramente, sarà l’ultimo consuntivo in cifre positive a medio termine.

La politica finanziaria dello Stato non è solo pura contabilità: si tratta soprattutto di responsabilità verso la popolazione, di lungimiranza, di capacità di immaginare un futuro per i nostri cittadini e per le prossime generazioni. Avere delle finanze sane significa anche avere lo spazio di manovra per immaginare politiche a favore dell'economia, dei posti di lavoro, della formazione, della socialità e della sanità, ma è anche la base per disporre dei necessari margini di manovra per affrontare i periodi di crisi come questo.  Fortunatamente siamo partiti da una situazione solida che ci ha permesso di affrontare al meglio quest’emergenza, altrimenti ci troveremmo in una situazione ben peggiore. Un Paese attento alle finanze è un Paese che ha dei sogni da realizzare. Senza questa premessa e questa convinzione la politica diventa egoista, dimenticandosi che i debiti contratti oggi sono un peso per le nuove generazioni che ne dovranno pagare il prezzo. 

Le cifre presentate in questi giorni con il pre-consuntivo destano preoccupazione, si parla di un disavanzo di circa 270 milioni di franchi per quest’anno, sono nubi che purtroppo stanno oscurando questo 2020 rimettendo in discussione praticamente tutte le nostre vecchie certezze. Ma è proprio nelle situazioni difficili che bisogna farsi forza e collaborare, abbiamo l’occasione per riuscire veramente a definire delle chiare priorità. A livello di previsioni economiche, ci sono stati segnali di una ripresa nel terzo trimestre che hanno permesso di compensare in modo sostanziale il crollo iniziale. Tuttavia, la crisi causata dal Covid-19 continuerà a provocare effetti negativi anche nel prossimo anno e a rallentare quindi la ripresa economica. Nonostante non si preveda un nuovo lockdown numerose misure puntuali stanno mettendo alcuni freni allo sviluppo dell'economia. Inoltre, la continua incertezza generale ostacola la ripartenza.

Lo sappiamo bene colleghe e colleghi, ci aspettano degli anni impegnativi, senza un intervento proattivo la situazione non si aggiusterà da sola. Dovremo tenere sotto controllo il disavanzo ed evitare che diventi strutturale. Per questo motivo la politica dovrà fissarsi delle chiare priorità e sarà importante definire un piano di azione per ridurre il disavanzo e tornare a raggiungere un equilibrio finanziario. Pensare di aumentare le imposte in un momento straordinario e di difficoltà è sbagliato, si tratta di una medicina peggiore del male. Dobbiamo però tornare ad avere una visione d’insieme, perché i cassetti delle commissioni sono pieni di proposte impegnative dal punto di vista finanziario e se queste non verranno valutate con attenzione, pronti anche a fare delle rinunce, l’aumento delle imposte sarà inevitabile. Ma il PLR questo non lo vuole e per questo motivo il nostro partito continuerà a ricordarlo. 

Le nostre priorità sono chiare: abbiamo presentato l’agenda 2030 frutto di un importante lavoro di approfondimento da parte del gruppo parlamentare: formazione, innovazione e digitalizzazione sono gli elementi chiave che hanno l’obiettivo di rilanciare l’economia per mantenere i posti di lavoro. 

Continuiamo ad investire per il bene del nostro Cantone, non farlo sarebbe un grave errore che andrebbe a ripercuotersi sulle future generazioni che già dovranno portare un peso importante. In questo senso è positivo il confronto avviato dai Giovani liberali-radicali sul risanamento a medio-lungo termine dell’AVS, affinché anche i nostri nipoti abbiano diritto ad una pensione. Inoltre, abbiamo ancora diversi cantieri aperti che spero presto potremo concludere, penso in particolare al tema della giustizia che in questi giorni ha fatto molto discutere, a Ticino 2020 e a tanti altri temi su cui saremo chiamati a decidere. Ogni anno questo Cantone è confrontato con nuove sfide da affrontare: per citare alcuni esempi penso all'invecchiamento della popolazione, alla necessità d'investire nei nostri giovani, nella mobilità e nella connessione digitale del nostro territorio, incluse le zone periferiche. Questi esempi ci ricordano quanto sia lunga la lista delle cose da fare, e questa pandemia ha accelerato tutto rendendo questi interventi ancora più urgenti e necessari.

Il nostro compito è fare politica, prendere delle decisioni – anche se difficili e talvolta scomode - e fare di tutto per permettere al nostro Cantone di restare un Cantone attrattivo, un cantone dove valga la pena di lavorare e vivere. Un Cantone dove i bambini possono sognare un futuro, dove i giovani vogliono restare a vivere e creare una famiglia, dove gli ultra cinquantenni non devono temere per il loro posto di lavoro, dove i nostri anziani possono vivere gli ultimi anni in serenità. Un cantone con le condizioni ideali per vivere. Tutta la Svizzera si sta lanciando in progetti e iniziative smart per migliorare la qualità di vita, cerchiamo di non perdere il treno e di colmare il divario visto che proprio ora grazie al collegamento ferroviario saremo ancora più vicini. 

In tempi difficili decisioni affrettate non portano a buone soluzioni, con i piedi ben saldi per terra impegniamoci a collaborare per definire una via, se sapremo affrontare questa tempesta, saremo in grado di salpare verso un futuro più roseo. Lo dobbiamo ai ticinesi, che hanno il diritto di avere una classe politica che sappia affrontare con responsabilità e collaborazione le sfide che attendono il nostro Cantone.

Il mio gruppo sosterrà il consuntivo 2019 e ringrazia il collega Matteo Quadranti per l’ottimo lavoro svolto. Approvando questo consuntivo il gruppo PLR auspica che si possa continuare a lavorare in modo costruttivo definendo delle chiare priorità per uscire da questa situazione difficile per il bene del nostro Cantone.