Intervento in Gran Consiglio sui casi di rigore

Presidente,

Consiglieri di Stato, colleghe e colleghi

Questa sessione di Gran Consiglio è fondamentale per approvare finalmente una serie di aiuti che i cittadini e le aziende stanno aspettando e che sono assolutamente necessari. Penso in particolare ai casi di rigore, ma anche alla prestazione ponte covid e alla concessione di un credito di CHF 100 milioni destinato a interventi di manutenzione programmata finalizzati al risanamento energetico che voteremo più avanti nel corso del pomeriggio. Sommando i tre Messaggi, ci apprestiamo a votare oltre 183 milioni di franchi. Questi aiuti, come dicevo, sono necessari, ma sappiamo che probabilmente non basteranno. Grazie allo sblocco degli ulteriori 750 milioni della Confederazione potrebbero arrivare ulteriori 35 milioni.

Se penso agli ultimi due mesi, ci sono state diverse decisioni prese a livello federale che hanno avuto un ulteriore impatto importante sulla vita di tutti noi. In particolare penso all’avvio della campagna di vaccinazione, dove auspichiamo che nel più breve tempo si possano vaccinare il maggior numero di persone, alla protezione delle fasce deboli della popolazione ma anche alla ripartenza della società. Ma dall’altro penso a chi in questo momento sa che deve sforzarsi per andare avanti. Ed è disposto a farlo, ogni giorno. Quelle imprenditrici e imprenditori del Canton Ticino, di piccole medie e grandi aziende, che oggi chiedono un sostegno allo Stato. Da quasi un anno ormai siamo confrontati con questo virus e quotidianamente subiamo il suo impatto dal profilo sanitario, economico, psicologico e sociale su tutti noi, su tutta la società. Attiviamo immediatamente gli aiuti e, con i messaggi che ci apprestiamo ad approvare, porteremo una boccata d’ossigeno su più fronti.

Inizialmente i casi di rigore erano stati pensati per chi ha subito una riduzione della cifra d’affari importante, ma a seguito delle recenti decisioni del Consiglio federale si è reso necessario un adattamento del rapporto e di conseguenza anche gli emendamenti che verranno proposti più avanti. In commissione, in particolare grazie all’impegno del relatore e all’unanimità dei partiti, siamo riusciti ad arrivare al voto di oggi con un rapporto esaustivo che tiene già conto delle modifiche presentate il 13 gennaio 2021 dall’autorità federale, pur consapevoli che le incognite sull’evoluzione della pandemia potrebbero imporci altri impegnativi interventi. Sembra forse scontato, ma sappiamo bene che per gli usuali tempi della politica non è così. Il decreto legislativo è proposto con la clausola dell’urgenza, così da poter entrare in vigore immediatamente senza perdere ulteriore tempo prezioso. È fondamentale aiutare in modo rapido e non burocratico. Questi importi devono essere messi immediatamente a disposizione delle PMI e dei settori direttamente colpiti, aiuti che secondo una stima, dovrebbero andare a circa 4 o 5 mila aziende qui in Ticino. Abbiamo assistito a più riprese al grido di aiuto di vari settori. La situazione è difficile e drammatica. Senza un sostegno tempestivo, molti dovranno chiudere o dichiarare fallimento. Fortunatamente il nostro paese ha i mezzi per intervenire velocemente e salvare la sua struttura economica. Se da una parte si interviene velocemente, dall’altra l’applicazione dell’ordinanza federale richiede una rigorosa procedura a livello cantonale, così da prevenire potenziali abusi. È notizia proprio di questi giorni che purtroppo ci sono diverse procedure avviate per presunti abusi. Aiutare velocemente sì, ma altrettanto importante è poter intervenire e sanzionare severamente chi cerca di approfittarsi del sistema. Proprio in questo senso la lotta agli abusi si svolge tramite diverse attività tra cui quelle di monitoraggio. Attività che il Cantone intende effettuare. Come ha ben detto il collega Quadranti, siamo pronti a contribuire al dibattito e attuare laddove possibile i correttivi di dettaglio qualora vi fossero categorie o settori ancora in difficoltà malgrado le misure previste. Teniamo ben presente che le risorse non sono illimitate e di conseguenza vanno gestite nel migliore dei modi. Questa è una responsabilità. Per questo motivo, come commissione, abbiamo chiesto al Consiglio di Stato un aggiornamento sull’andamento delle richieste.

Dopo quasi un anno siamo tutti estremamente provati da questa pandemia, dovremo però continuare a lottare e restare vigili e disponibili ad intervenire, perché ci saranno molte aziende in difficoltà, molti posti di lavoro a rischio e un mercato del lavoro ancora più sotto pressione. L’obiettivo è allora fare in modo che questo Paese, le sue cittadine e i suoi cittadini siano più forti dopo la crisi, poiché come sappiamo bene, di segni indelebili, questo coronavirus, ne ha lasciati fin troppi. Oggi stiamo dando un esempio di unità ai cittadini del nostro Cantone e se continueremo su questa strada sono sicura che potremo dare una prospettiva al nostro territorio anche dopo la fine della Pandemia. Il gruppo liberale radicale invita tutti i colleghi a sostenere con convinzione il rapporto del collega Quadranti.